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SPAZIO MAMMA "non voglio andare a nanna"
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SPAZIO MAMMA "non voglio andare a nanna"

20 febbraio 2026

Abitudini e strategie per migliorare la qualità del sonno.

Ci sono bambini che si addormentano presto, senza troppi problemi con il bacio della buonanotte, dormono tutta la notte e si svegliano riposati e contenti: poi ci sono i bambini veri. Che fanno fatica ad addormentarsi, si svegliano di notte anche più volte, hanno sonni agitati. Molte mamme, anche sul web, cominciano a mettere in dubbio il detto ‘dormire come un bambino'...! Da una parte è vero che il sonno dei bambini non è ancora maturo, e nei primi anni i risvegli vanno messi in conto, dall'altra ci sono alcune abitudini e strategie per migliorare la qualità del sonno dei piccoli e di conseguenza anche degli adulti.

MENO SONNO, PIÙ DISTURBI
Sono gli esperti della Società Italiana di Pediatria a lanciare un vero e proprio allarme: rispetto a cento anni fa i bambini nel mondo occidentale dormono in media 2 ore in meno. Senza colpevolizzare i genitori moderni, questa perdita di ore di sonno è da attribuire ai ritmi serrati che tra lavoro degli adulti, e attività dei bambini hanno le nostre giornate di oggi. A questo si aggiunge l'utilizzo di luce artificiale, schermi tv e dispositivi elettronici. La luce, infatti, influisce sul naturale ritmo sonno-veglia, del bambino e, in realtà, anche degli adulti. Di conseguenza, sono aumentati anche i disturbi del sonno, come difficoltà di addormentamento, risvegli notturni, che possono avere effetti negativi sulla salute e sulla qualità della vita del bambino ed anche dei genitori.

IL PRIMO ANNO
Dalla nascita fino ai tre mesi circa un neonato dorme circa 16-17 ore su 24, Il numero di risvegli dipende dal fatto che si deve nutrire spesso. Pertanto è veramente raro che il bambino dorma 8 ore durante la notte, più facilmente sono 4-6 ore. Anche in questa prima fase si deve cominciare a impostare il ritmo luce buio. Pertanto i riposini diurni non vanno fatti in una stanza resa buia, ma si deve lasciare una luce naturale, non diretta. In questo modo, man mano che il bambino cresce e si nutre meno frequentemente riuscirà ad adattarsi a dei ritmi più da grande. Tra i 3 ei 6 mesi si allungheranno i momenti di veglia e quelli di sonno. Con lo svezzamento, dai 6 mesi, non dovrebbe più esserci l'esigenza di un pasto notturno. Naturalmente ogni bambino ha i suoi tempi e i suoi modi, e sono molti che proprio in questo periodo cominciano a risvegliarsi. A 12 mesi i bambini hanno comunque bisogno di circa 12-15 ore di sonno, con uno o due pisolini al giorno. Il pisolino pomeridiano rimane fino a 2-3 anni, tranne in casi in cui il bambino ne sente la necessità anche fino ai 5 anni. Verso i 4-5 anni sono necessari 10-12 ore di sonno: in questa fase se i pisolini pomeridiani sono troppo lunghi e troppo tardi nel pomeriggio, portano poi il bambino a non dormire fino alle tarde ore serali. Se possibile fare delle prove e mettersi d'accordo con le maestre della scuola dell'infanzie per trovare una distribuzione delle ore più adatta al bambino. 

LA ROUTINE SERALE
La routine del sonno va messa in atto 20-30 minuti prima di andare a dormire. Prima di tutto niente tv, cartoni animati, tablet e smartphone. È poi utile trovare una sequenza di azioni che metta tranquillità ai genitori e al bambino e ripeterla ogni sera nello stesso modo. Per esempio, si spegne la tv, si mette il pigiama, si lavano i denti. Si mette una luce soffusa, si prende il peluche della notte, si entra nel letto. Mamma o papà leggono una storia, si fanno due coccole, si canta una ninna nanna e poi si dà un bacino. I gesti - che non devono per forza essere questi, devono piacere ai genitori e al bambino - devono avere una sequenza uguale ogni sera, affinché il bambino sappia già in anticipo cosa succederà dopo e il sonno verrà di conseguenza. Non è sempre facile, non è sempre risolutivo, ma spesso è utile, Nel lungo periodo, la routine verrà adattata, all'età scolare, all'adolescenza, fino... all'età adulta! Infatti, gli esperti dicono che anche gli adulti dovrebbero avere una sequenza di azioni rilassanti e serene per migliorare la qualità del sonno. Come molte altre abitudini, anche quella dell'igiene del sonno, andrebbe adottata da tutta la famiglia.

BRUTTI SOGNI?
Circa la metà dei bambini, secondo i dati della Società italiana di pediatria preventiva e sociale, al di sotto dei 5-6 anni si sveglia di notte, anche se si mettono in pratica tutti i consigli e le routine serali. Alcuni si riaddormentano da soli, altri piangono e cercano compagnia. Spesso i risvegli sono determinati dalla paura del buio, in questo caso è bene utilizzare piccole lucine notturne. Talvolta sono le condizioni della stanza, troppo calda o troppo fredda: se è possibile impostarla, la temperatura ideale è 18-20 gradi; in ogni caso non riempire il lettino di coperte. Infine ci sono i ‘brutti sogni”: è normale che talvolta l'inconscio del bambino rielabori le esperienze anche sotto forma di sogni spa- ventosi, se invece il problema è molto frequente è bene parlarne con il pediatra e valutare insieme cosa può determinare questa situazione. Per rendere autonomi i bambini nei risvegli notturni si può mettere loro a disposizione dell'acqua e il ciuccio se lo usano ancora. Alcuni bambini riescono a gestire da soli il riaddormentamento. Altri no: ma non disperate, crescendo pian piano impareranno.

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