Dopo aver sofferto di alcune malattie tipiche della stagione invernale, come le affezioni delle alte vie aeree e l'influenza, può capitare di sentirsi molto stanchi. Anche le difese immunitarie, indebolite a causa delle numerose sollecitazioni, possono perdere la loro fisiologica resistenza. Si continua così per tutto l'inverno a riammalarsi, soffrendo di frequenti mal di gola, di una fastidiosa tosse che stenta a guarire oppure di herpes labiale, tipica patologia virale che compare dopo lunghi periodi di stress e con il calo delle difese immunitarie. In questi casi, ma solo dopo aver consultato il medico per accertarsi che si tratti realmente di problemi transitori e non di patologie più severe, è utile seguire una dieta ricca di frutta e verdura di stagione che garantisca il giusto apporto di nutrienti, ma anche affidarsi alla natura che offre numerosi rimedi dalle proprietà ricostituenti. Non mancano, infine, prodotti farmaceutici costituiti da un mix di ingredienti, studiati appositamente per rispondere alle esigenze di un organismo in convalescenza. Si tratta di integratori alimentari che il vostro farmacista di fiducia vi potrà consigliare dopo aver valutato la vostra specifica problematica.
SIAMO CIÒ CHE MANGIAMO
La salute passa attraverso il piatto e i ricordi d'infanzia ce lo confermano. A pranzo d'inverno dopo la scuola ad attenderci sulla tavola c'erano quasi sempre fumanti minestre di ortaggi e legumi, mentre a merenda non mancavano quasi mai gustose crostate alla frutta o un ricco panino con salumi o formaggio, accompagnati da un bicchiere di latte fresco o una spremuta d'arancia. In questo modo le mamme cercavano di garantire la salute ai loro bambini che facevano con questi alimenti il pieno di vitamine, minerali, proteine, grassi e carboidrati. Tali nutrienti, oltre ad esse- re indispensabili per una corretta crescita dei più piccoli, in varia misura e associazioni, garantiscono anche il recupero delle energie dopo una malattia. Ma per sfruttare al meglio i vegetali che la natura ci offre è molto importante seguire il loro calendario, facendo attenzione a consuma- re soprattutto prodotti dell’orto stagionali che si caratterizzano per un sapore più inteso e una qualità migliore, rispetto a quelli che crescono e vengono raccolti in altre stagioni. A tal riguardo nei primi mesi dell’anno (gennaio-febbraio) per assicurarci il giusto apporto di nutrienti utili per superare al meglio una convalescenza la nostra scelta potrà ricadere su:
-bietole: ricche di vitamina A, coinvolta nel corretto funzionamento della vista e del sistema immunitario;
-carciofi: un concentrato di inulina, fibra idro- solubile utile per la funzionalità intestinale e i processi digestivi;
-cavolfiori, cavoli, cavolini di Bruxelles: ricchi di carotenoidi, vitamina A, B2 e C, acido folico, ferro, potassio dalle proprietà antiossidanti, energizzanti e antianemiche;
-finocchi: ipocalorici ma ricchi di fibre, vitamine e sali minerali, efficaci nei casi di fatica musco- lare, tipica dopo una lunga malattia;
-radicchio: un concentrato di sali minerali e fibre che si dimostra un valido rimedio contro l'intestino reso pigro dal ridotto movimento e dalla disidratazione indotta dalla febbre.
Per quanto riguarda la frutta via libera a spremute e macedonie a base di arance, mandarini, pompelmi, kiwi ricchi di vitamina C dalle note proprietà antiossidanti e immunostimolanti. Altri alimenti da non dimenticare e che possono rappresentare un’ottima fonte di energia i cereali integrali da associare ai legumi, per ottenere un apporto adeguato di vitamine del complesso B, dotate di proprietà proenergetica, di amido, carboidrato complesso utilizzabile dall'organismo come energia, e di proteine dall’elevato valore biologico. Infine, come immancabili fuori pasto o gustosi dopocena, ci sono i frutti oleosi, quali arachidi, noci, nocciole, mandorle, pistacchi la cui raccolta a fine estate ne consente il consumo proprio nei mesi invernali, quando ne abbiamo più bisogno. In essi, infatti, si concentrano minerali, come il magnesio, il selenio, lo zinco e amminoacidi come l’arginina. Questi ultimi due nutrienti si dimostrano indispensabili per numerose funzioni nell'organismo, tra le quali la regolazione del sistema immunitario. Tale azione giustifica l'assunzione di zinco e arginina sia sottoforma di alimento sia come ingredienti di integratori alimentari per recuperare le energie durante la convalescenza e come immunomodulante per evitare eventuali ricadute influenzali.
PAPPA REALE
Disponibile sottoforma di liofilizzato o prodotto fresco da conservare in frigo, la pappa reale è una secrezione ghiandolare delle giovani api operaie. In natura rappresenta il cibo per i primissimi giorni di vita delle larve delle api e per tutta l’esistenza dell’ape regina, da cui deriva il nome pappa reale. Questo prezioso alimento energizzante è ricco di zuccheri, vitamine (A, B, C, E), proteine, amminoacidi, sali minerali (potassio, calcio, ferro, fosforo), acidi grassi e sostanze dotate di proprietà antimicrobiche. Il suo utilizzo più frequente è quello di agente fortificante e ricostituente durante la convalescenza e nei casi di inappetenza, come per esempio dopo l'assunzione prolungata di farmaci. Indicata sia per bambini sia per anziani, la pappa reale può essere assunta sottoforma liquida, di opercoli, di liofilizzato da sciogliere in acqua e di prodotto fresco da conservare in frigo. Quest'ultimo va assunto in piccole dosi mediante una palettina, generalmente presente nella confezione. È consigliabile lasciare sciogliere il prodotto sotto la lingua prima di deglutirlo e consumarlo la mattina, almeno una ventina di minuti prima della colazione. La dose per il bambino deve essere la metà di quella per gli adulti. Il periodo di utilizzo della pappa reale può variare dalle 2 alle 3 settimane ed eventualmente ripetuto per un paio di cicli l’anno, specie durante i cambi di stagione e nei periodi di maggiore stress sia fisico sia mentale. Nella sua assunzione particolare attenzione va posta da parte di coloro che sono allergici ad altri prodotti dell’alveare o ai pollini primaverili e che, pertanto, potrebbero dimostrarsi allergici anche alla pappa reale.
LA CURA DEPURATIVA
Dopo una malattia influenzale o da raffreddamento; l’astenia che affligge l'organismo può anche essere riconducibile ai farmaci che sono stati assunti per curare l'evento infettivo e che possono aver affaticato gli organi deputati alla loro metabolizzazione ed eliminazione, come il fegato e i reni, Una cura depurativa, mediante specifici estratti vegetali, rappresenta una soluzione ottimale per disintossicare l'organismo dopo una terapia farmacologica e se si vuole promuovere l'eliminazione delle tossine, ripulendo l'organismo. Tale tecnica fitoterapica può durare circa 20 giorni e consiste nell’assunzione di specifici estratti vegetali che agiscono sugli organi emuntori in genere e a livello epatico in particolare. A tal proposito, una pianta che ha come bersaglio d'azione elettivo il fegato è il carciofo (Cymara scholymus), le cui grandi foglie dentate sono în grado di regolare il flusso biliare e di svolgere funzione epatoprotettiva. Anche il tarassaco o dente di leone (Taraxacum officinale) è in grado di agire sulla funzionalità epatica ma è noto anche per la sua spiccata attività diuretica. Infine c'è la fumaria (Fumaria officinalis), che regolando il flusso biliare risulta efficace in presenza di nausea, cefalea e difficoltà digestive. Tali estratti vegetali sottoforma di tintura madre possono essere assunti insieme, alla dose di 10 gocce ciascuno, diluite in poca acqua, da 1 a 2 volte al dì, durante la convalescenza o quando il fegato risulta sovraffaticato.
L'IMPORTANZA DEL RIPOSO
Si definisce convalescenza la condizione in cui l'organismo si viene a trovare dopo una malattia. Tale periodo è caratterizzato dal graduale ritorno delle forze e dalla progressiva scomparsa dei disturbi causati dalla patologia. Questo processo è particolarmente delicato e, pertanto, ogni malattia, specie quelle infettive tipicamente invernali come l'influenza, dovrebbe essere seguita da un adeguato periodo di riposo, da una dieta equilibrata e nutriente, ma facile da digerire e da una moderata e progressiva ripresa dell’attività fisica, per ristabilire la tonicità muscolare persa durante l’immobilità forzata. I principali sintomi che si possono avvertire nel corso della convalescenza sono stanchezza, debolezza, diminuita resistenza alle malattie infettive e inappetenza. Se non si applica la dovuta attenzione a questa fase di recupero, tornando a scuola o al lavoro troppo presto, ciò a cui si può assistere è la comparsa di recidive o il perdurare dello stato di malessere che rende difficile la ripresa della normale vita quotidiana.